Comunione e Liberazione, Łagiewniki, 5 VIII 2012


Comunione e Liberazione,
Łagiewniki, 5 VIII 2012


18. dom. del tempo ordinario B:
Es 16,2-4.12-15; Ef 4,17.20-24; Gv 6,24-35

Introduzione

Cari Amici del movimento di Comunione e Liberazione!

 

Benvenuti nel Santuario della Divina Misericordia a Łagiewniki. Desidero accompagnarvi con la mia preghiera e esprimervi la mia gratitudine.


Domani incomincerete il vostro pellegrinaggio, andando al santuario della Madonna di Częstochowa. Oggi, con le parole di Suor Faustina, volete dire a Gesù misericordioso: “Gesù, confido in Te”. Gesù, confidiamo nella Tua presenza fra noi. Confidiamo nella Tua bontà. Confidiamo nel Tuo infinito amore.

 

Vogliamo pregare per la canonizzazione di Giovanni Paolo II, apostolo della divina misericordia, chi nel 2002 anno ha consacrato quello santuario e ha affidato alla divina misericordia tutto il mondo.    Raccomandiamo al Signore anche il Santo Padre Benedetto XVI, la sua persona e il suo generoso servizio alla Chiesa universale.

 

Prima di celebrare i santi misteri, e confidando nel divino perdono, riconosciamo i nostri peccati.

 

Confesso a Dio onnipotente, e a voi fratelli...

 

Omelia

 

Cari fratelli e sorelle,

 

1. La prima lettura della Messa di oggi, dal Libro dell’Esodo, ci conduce ai tempi lontani che risalgono al tredicesimo secolo avanti Cristo. Ci conduce nel deserto attraverso il quale Dio conduce il suo popolo dalla schiavitù dell’Egitto a Canaan – alla Terra promessa, alla terra della libertà, alla terra dove scorre latte e miele, alla terra del benessere. Le difficoltà del lungo viaggio, la mancanza dell’acqua e del cibo suscitano scontentezze e mormorazioni contro Mosè e Aronne. Questa mormorazione alla fine si rivolge contro Dio stesso.  Nonostante l’infedeltà e l’ingratitudine, Dio non abbandona il suo popolo, mantiene la parola data e la promessa in essa contenuta. Come un pastore, lo difende e lo conduce nella terra della promessa.

2. Cari fratelli e sorelle, nel momento del battesimo Dio ha condotto anche noi fuori  dalla schiavitù del peccato e ci ha introdotti nella via del Decalogo e del Vangelo, che è la via della libertà dei figli di Dio. Il Salvatore non ha nascosto che si tratta di una strada difficile ed esigente, ma solo essa conduce alla terra delle divine promesse - alla pienezza della felicità in Dio.

 

Sembra che l’odierno camminare per le vie divine sia molto più difficile di prima. Oggi il mondo che ci circonda e in cui viviamo, il mondo degli uomini, sembra che si faccia sempre più desertico, che stia diventando un deserto spirituale.
Una delle conseguenze di questa desertificazione spirituale è la mancanza, sempre maggiormente sentita, del pane, cioè di quello di cui l’uomo ha bisogno per poter non solo vivere, ma per vivere in modo umanamente degno. La presente crisi economica mondiale, non è forse anch’essa un frutto amaro di questi cambiamenti? Nell’enciclica dedicata alle questioni sociali Caritas in veritate il Santo Padre Benedetto XVI afferma chiaramente: “la chiusura ideologica a Dio e l'ateismo dell'indifferenza, che dimenticano il Creatore e rischiano di dimenticare anche i valori umani, si presentano oggi tra i maggiori ostacoli allo sviluppo” (p. 78).

 

Fratelli e sorelle, quanto spesso il mondo intorno a noi fa pensare ad un deserto spirituale, privo di vita, di valori, di ideali! Ma il discepolo di Cristo non fugge dal mondo. Egli è mandato a questo mondo. Il discepolo di Cristo trasforma questo mondo, creandovi l’ambiente della vita, creandovi oasi a cui ogni viandante affaticato possa arrivare, per attingervi l’acqua che rinfresca. Potrebbe esserci vocazione più bella?

3. Torniamo all’odierno dialogo evangelico. Le persone dalla folla, toccate dalle parole del Maestro, Gli chiedono: „Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?” E Gesù fa loro presente che l’opera più importante pensata da Dio è „credere in colui che egli ha mandato” (Gv 6, 28-29). Come prima cosa Dio non attende le nostre azioni, le nostre buone opere. Anch’esse sono importanti. Ma Egli aspetta prima di tutto il nostro cuore. Desidera che abbiamo fiducia in Lui. Desidera ci affidiamo a Lui. Desidera che lo seguiamo, che leghiamo a Lui le nostre speranze. Desidera essere per noi il punto più importante di riferimento dei nostri piani, delle nostre scelte, delle nostre decisioni. Si tratta di questo atteggiamento. Si tratta di questa fede viva. 
Un’altra domanda della gente della folla riguarda il segno: „Quale segno dunque tu fai perché vediamo e possiamo crederti? Quale opera compi?”. Segno sarà il pane. Ma non il pane-manna, che mantenne in vita il popolo viandante nel deserto. „Il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo. (...) Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete” (Gv 6, 30. 33. 35).

 

Ecco le parole più importanti. Gesù chiama se stesso pane di vita. E’ il suo nome più bello. In questo nome è iscritta tutta la sua missione della salvezza dell’uomo, della liberazione dalla morte, del suo accompagnarci per le strade che conducono alla vita eterna. Egli diventa il nostro cibo, perché non veniamo meno per via.

 

Come non ringraziare nostro Signore per il dono dell’Eucaristia? E come non domandarci che uso facciamo del suo dono? Come corrispondiamo a questo dono? Come desideriamo corrispondervi?

 

4. Cari pellegrini! Il pellegrinaggio è una immagine della nostra vita. Tutti siamo pellegrini sulla terra. Tutti andiamo verso un incontro con la Vita vera che non finirà mai. Tutti andiamo verso un incontro con l’Amore che salva.
Il vostro pellegrinaggio incomincia in questo luogo così significativo per la Polonia, per la Chiesa, per il mondo. Da qui si sta espandendo il messaggio della Divina Misericordia. Anche voi annunciate questo messaggio con la vostra vita, trasformata dall’incontro con il Signore crocifisso e risorto.

 

Il vostro pellegrinare è uno splendido esempio per i miei connazionali, soprattutto per i giovani. E’ una testimonianza della vitalità della presenza cristiana nella vita del nostro continente. Il vostro atteggiamento, il vostro entusiasmo è una risposta alle parole di Giovanni Paolo II, pronunciate all’inizio del suo lungo pontificato: “Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo! Alla Sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! (...) Permettete a Cristo di parlare all'uomo. Solo Lui ha parole di vita, sì, di vita eterna!” (22 X 1978). La spiritualità del movimento di Comunione e Liberazione corrisponde a queste parole del Papa.

 

Sono fiducioso che lungo la strada che porta a Częstochowa vi accompagnerà il beato Giovanni Paolo II e il vostro Fondatore Luigi Giussani. Questi due uomini della Chiesa, pur in modo differente, hanno dato un grande contributo al rafforzamento della presenza dei cristiani nel mondo contemporaneo.

5. Cari amici! Andrete al santuario di Jasna Góra con il segno della croce che Giovanni Paolo II stringeva fra le mani nell’ultimo Venerdì Santo della sua vita. Consegnandovi questa croce, desidero che siate particolarmente sensibili al posto che questo simbolo della nuova alleanza ha nella storia della formazione dei cuori degli europei, dell’identità profonda del nostro continente testimoniata in tanti modi dalla cultura di Europa. La croce è il segno del più grande amore, dell’amore indifeso e ferito, dell’amore “sino alla fine” (Gv 13, 1). Accogliendo la croce, apriamo i nostri cuori al dono della vera vita e della salvezza, che ci viene offerta da Gesù. In questo modo diventiamo “testimoni dell’Amore”.

 

Il vostro camminare, il vostro pellegrinaggio a Częstochowa vuole essere un segno che volete seguire Gesù fino in fondo. Un segno del vostro impegno nella nuova evangelizzazione dell’Europa. A nome della Chiesa di Cracovia e di tutta la Polonia vi ringrazio per il vostro entusiasmo di fede, per la serietà del vostro impegno. Siamo edificati dal vostro atteggiamento!

Affidiamo al Signore in questa Eucaristia tutte le intenzioni che avete portato dall’Italia. Preghiamo per la Chiesa nel mondo intero, perché possa essere testimone della nuova alleanza d’amore con il nostro Signore. Preghiamo per le famiglie, per i sacerdoti e le persone consacrate. Preghiamo per le nuove vocazioni, in risposta alle parole del Signore: “Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe!” (Mt 9, 38).

Come pastore della Chiesa di Cracovia vi ringrazio. Vi accompagnerò con la preghiera e con il cuore pieno di gratitudine invoco la benedizione di Dio sul vostro peregrinare.

Amen.

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