UCESM, Łagiewniki, 11 II 2010


UCESM, Łagiewniki, 11 II 2010

Letture: 1 Re 11, 4-13; Mc 7, 24-30

 

 

Introduzione

 

Saluto cordialmente tutti i partecipanti dell'Assemblea Generale dell'Unione delle Conferenze Europee dei Superiori e delle Superiore Maggiori. Ci troviamo in un luogo dove tutto parla della Misericordia. Infatti, in questa cappella e in questo convento un'umile religiosa apriva la sua mente ed il suo cuore per ricevere il messaggio di speranza - il messaggio dal Signore pieno di misericordia. Santa Suor Faustina sapeva leggere i segni dei tempi. In un mondo sconvolto dal male, dalla sofferenza e dalla disperazione, sapeva trasmettere la Buona Novella che Dio non abbandona l'uomo e che Egli rimane fedele al suo patto d'amore.

 

Ogni Eucarestia è un incontro con Dio che "ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui" (Gv 3, 16-17). La verità racchiusa in queste parole ci accompagni in questa Messa.

Ma all'inizio del nostro incontro con il Signore crocifisso e risorto, per celebrare degnamente i santi misteri, riconosciamo i nostri peccati.

Confesso a Dio onnipotente, e a voi fratelli...

 

 

Omelia

 

Care Sorelle, cari Fratelli!

 

1. In questi giorni state riflettendo sulla vita religiosa in Europa. Lo fate da un particolare punto di vista: leggete "storie di speranza" per trovare "speranza per la storia". Quali motivi di speranza troviamo nella Parola di Dio che abbiamo appena ascoltato?

Quale speranza troviamo nella triste storia di Salomone che "commise quanto è male agli occhi del Signore e non fu fedele al Signore come lo era stato Davide suo padre"? "Il suo cuore non restò più tutto con il Signore". In queste parole scopriamo la prima verità: Dio non si accontenterà mai delle nostre opere, dei nostri sacrifici, delle nostre preghiere, se non gli offriamo il nostro cuore, se non gli offriamo ciò che in ciascuno di noi è più profondo, più intimo, più prezioso e personale.

 

Salomone non fu fedele. Egli "aveva distolto il cuore dal Signore d'Israele". Essendo il costruttore del tempio di Dio in Gerusalmme, si mise a costruire i templi per gli dei stranieri, dei pagani. Oggi potremmo dire che egli perse la testa. Perse la sua saggezza. La sua storia riflette la storia della vita di tante persone che in un determinato momento, si perdono. Seguono altri dei il cui nome è: l'ambizione, il successo, la popolarità,

La luce della speranza proviene da Gesù Cristo, il vero Figlio di Davide, il vero costruttore del Tempio di Dio. E' lui che ci salva. Il suo Cuore sana i nostri cuori e li rende capaci di amare e servire. Ecco il nostro motivo di speranza.

 

2. Il Vangelo d'oggi rappresenta una commovente storia di speranza. La sua protagonista era una donna pagana, di origine siro-fenìcia, che "aveva la sua figlioletta posseduta da uno spirito immondo". Di nuovo stiamo di fronte a un mondo del male, della miseria, della sofferenza. Ma appaiono i segni della speranza: la donna appena seppe della presenza di Gesù, "andò e si gettò ai suoi piedi".

La povera donna prega il Maestro di scacciare il demonio dalla figlia. Il dialogo che segue è commovente. Gesù sembra duro e persino offensivo. "Lascia prima che si sfamino i figli; non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini". Ma in questo momento il genio della donna e della madre si rivela impressionante: "Sì, Signore, ma anche i cagnolini sotto la tavola mangiano delle briciole dei figli".

Abbiamo la stessa fede della donna pagana? Siamo capaci di cercare e di trovare il Signore in mezzo alle miserie delle nostre comunità, delle nostre congregazioni religiose, delle nostre diocesi, della nostra Chiesa? Siamo capaci di prendere le distanze dalle nostre quotidiane difficoltà per mostrare alla nuova generazione la bellezza della vita consacrata? Siamo capaci di mostrare la perla preziosa e il tesoro nascosto per cui vale la pena di vendere tutto per acquistarlo? Oggi possiamo pregare umilmente perché il Signore ci dia la forza ed il coraggio per seguirlo da vicino, per avere i suoi stessi sentimenti, per porre in Lui tutta la nostra speranza.

 

3. Care Sorelle, cari Frateli, il Santo Padre Giovanni Paolo II seguiva da vicino la vita consacrata della Chiesa. Egli stesso si sentiva consacrato e lo era veramente. Tutta la sua esistenza era consacrata a Dio, giorno dopo giorno, ora dopo ora. Abitando nel palazzo apostolico, viveva come se fosse in monastero. Le ore di un'immensa attività ogni giorno venivano scandite dalle preghiere, dalle visite al Santissimo nella sua cappella privata.

Per questo poteva dare una sua impronta molto personale all'esortazione post-sinodale Vita consecrata: Scriveva all'inizio del documeto: "La vita consacrata, profondamente radicata negli esempi e negli insegnamenti di Cristo Signore, è un dono di Dio Padre alla sua Chiesa per mezzo dello Spirito. Con la professione dei consigli evangelici i tratti caratteristici di Gesù - vergine, povero ed obbediente - acquistano una tipica e permanente «visibilità» in mezzo al mondo, e lo sguardo dei fedeli è richiamato verso quel mistero del Regno di Dio che già opera nella storia, ma attende la sua piena attuazione nei cieli.

Lungo i secoli non sono mai mancati uomini e donne che, docili alla chiamata del Padre e alla mozione dello Spirito, hanno scelto questa via di speciale sequela di Cristo, per dedicarsi a Lui con cuore «indiviso» (cfr 1 Cor 7, 34). Anch'essi hanno lasciato ogni cosa, come gli Apostoli, per stare con Lui e mettersi, come Lui, al servizio di Dio e dei fratelli. In questo modo essi hanno contribuito a manifestare il mistero e la missione della Chiesa con i molteplici carismi di vita spirituale ed apostolica che loro distribuiva lo Spirito Santo, e di conseguenza hanno pure concorso a rinnovare la società" (n. 1).

 

4. Giovanni Paolo II era preoccupato per il futuro dell'Europa. Ha convocato due Assemblee del Sinodo dei Vescovi dedicato all'Europa. Essendo figlio della Polonia, e vivendo in prima persona la divisione del nostro Continente, ne indicava l'unità e le sue radici cristiane. Cercava di ricomporle. Basti citare le sue parole: "Alla radice dello smarrimento della speranza sta il tentativo di far prevalere un'antropologia senza Dio e senza Cristo. Questo tipo di pensiero ha portato a considerare l'uomo come «il centro assoluto della realtà, facendogli così artificiosamente occupare il posto di Dio e dimenticando che non è l'uomo che fa Dio ma Dio che fa l'uomo. L'aver dimenticato Dio ha portato ad abbandonare l'uomo». (...) La cultura europea dà l'impressione di una « apostasia silenziosa » da parte dell'uomo sazio che vive come se Dio non esistesse" (Ecclesia in Europa, 9).

Per questo postulava: "La Chiesa ha da offrire all'Europa il bene più prezioso, che nessun altro può darle: è la fede in Gesù Cristo, fonte della speranza che non delude, dono che sta all'origine dell'unità spirituale e culturale dei popoli europei, e che ancora oggi e per il futuro può costituire un contributo essenziale del loro sviluppo e della loro integrazione. Sì, dopo venti secoli, la Chiesa si presenta all'inizio del terzo millennio con il medesimo annuncio di sempre, che costituisce il suo unico tesoro: Gesù Cristo è il Signore; in Lui, e in nessun altro, c'è salvezza (cfr At 4, 12). La sorgente della speranza, per l'Europa e per il mondo intero, è Cristo, «e la Chiesa è il canale attraverso il quale passa e si diffonde l'onda di grazia scaturita dal Cuore trafitto del Redentore»" (Ecclesia in Europa, 18).

 

5. Fratelli e Sorelle, oggi tutta la Chiesa celebra la Giornata Mondiale del Malato. Sappiamo che lungo i secoli e fino ad oggi gli ordini e le congregazioni religiose si sono impegnati sempre in favore dei malati e dei sofferenti, in risposta alle parole del Signore: "[ero] malato e mi avete visitato. (...) Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me" (Mt 25, 36. 40). Questo servizio di carità rende credibile il nostro annuncio del Vangelo, apre i cuori ad accogliere la verità che soltanto Gesù Cristo può curare tutte le ferite dell'umanità ed offrire la vita che non avrà mai fine.

Preghiamo per tutte le persone consacrate in Europa e nel mondo intero affinché possano dare la testimonianza a Gesù e al suo Vangelo. Preghiamo per tutto il popolo di Dio perché grazie a questa testimonianza continui il suo pellegrinaggio con fede, speranza ed amore.

Amen.

 

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